RimediTempo lettura: 4 min.

Integratori e farmaci: quando conviene parlarne prima

Capita spesso: prendi già una terapia, per la pressione, per la tiroide, per l'umore, e in farmacia o online ti attira un integratore che promette di darti una mano in più.

Barattoli e boccette di vetro senza etichetta allineati su una mensola di legno.

Capita spesso: prendi già una terapia, per la pressione, per la tiroide, per l'umore, e in farmacia o online ti attira un integratore che promette di darti una mano in più. Lo prendi senza pensarci troppo, perché è naturale, e il naturale sembra sempre la scelta più leggera, quella che non può fare danni.

In realtà "naturale" non vuol dire automaticamente innocuo quando in corpo c'è già un farmaco al lavoro. Alcune piante e alcuni nutrienti possono cambiare il modo in cui l'organismo assorbe o smaltisce una terapia, rendendola più forte o più debole del previsto. Non succede sempre, non succede con tutto, ma vale la pena saperlo prima di aggiungere qualcosa alla routine.

Qualche esempio concreto

Il ginkgo, spesso usato per la memoria o la circolazione, va preso con attenzione da chi assume farmaci per fluidificare il sangue: insieme possono aumentare il rischio di piccoli sanguinamenti. Chi è in questa situazione fa bene a parlarne con il medico prima di iniziare, e a sospenderlo qualche giorno prima di un intervento chirurgico programmato.

Anche la vitamina K merita una menzione, se segui una terapia anticoagulante come il warfarin: non serve evitarla, ma conviene tenerne costante l'apporto, senza variazioni improvvise da un integratore, perché è proprio la variazione a creare problemi, non la vitamina in sé.

L'iperico, l'erba di San Giovanni, molto usata per sostenere il tono dell'umore nei periodi difficili, è probabilmente l'esempio più noto di come un rimedio vegetale possa interferire con parecchi farmaci insieme: contraccettivi, alcuni farmaci per il cuore o per la pressione, antiepilettici, e anche altri antidepressivi. Con questi ultimi in particolare non va mai aggiunto di propria iniziativa, perché la combinazione può accentuare troppo gli effetti sulla serotonina. Chi segue già una terapia per l'umore e vuole provare l'iperico fa bene a chiederlo prima a chi gliel'ha prescritta, così può valutare insieme se ha senso.

Chi prende ormoni tiroidei, come la levotiroxina, dovrebbe invece semplicemente distanziare l'orario da un eventuale integratore di calcio: qualche ora di differenza basta a evitare che uno interferisca con l'assorbimento dell'altro. Lo stesso vale con certi antibiotici. Una piccola accortezza di orario, niente di più complicato.

L'ashwagandha, molto amata per il sonno e per lo stress, chiede una cautela in più a chi ha una tiroide delicata o segue già una terapia ormonale in quell'ambito: meglio parlarne prima con il medico. Curcuma e zenzero, invece, restano rimedi generalmente ben tollerati anche insieme ai farmaci più comuni: le uniche eccezioni riguardano dosi piuttosto alte, superiori a quelle che si trovano normalmente negli integratori da banco, quindi per l'uso quotidiano non c'è motivo di preoccuparsi più di tanto.

Come muoversi senza stress

Non serve diventare esperti di farmacologia per gestire tutto questo bene. Bastano poche abitudini semplici.

  • Racconta al medico o al farmacista tutto quello che prendi, integratori compresi, anche se ti sembrano prodotti leggeri o del tutto naturali.
  • Se inizi qualcosa di nuovo mentre segui già una terapia, chiedi se serve distanziare gli orari o se conviene proprio evitare la combinazione.
  • Prima di un intervento chirurgico, avvisa sempre di eventuali integratori che stai prendendo: alcuni vanno sospesi qualche giorno prima.
  • Scegli prodotti di qualità, comprati in farmacia o da rivenditori affidabili: la qualità di quello che c'è dentro alla confezione conta quanto la sostanza stessa.

E se dopo aver iniziato un nuovo integratore noti qualcosa di diverso dal solito, una stanchezza insolita, un colore strano delle urine, un lividi che compaiono senza motivo, non è il caso di allarmarsi: basta segnalarlo al medico o al farmacista, che saprà dirti se è il caso di sospendere o se è solo una coincidenza.

Il punto di fondo è semplice: gli integratori possono essere un buon supporto, ma non sono farmaci e non vanno gestiti come se fossero indifferenti a quello che già prendi. Un minuto di conversazione in più con chi ti segue vale sempre più di una ricerca fatta da soli la sera prima di andare a dormire.

↑ Torna all'inizio

Continua a leggere